Avere un impatto positivo sul mondo che ci circonda è probabilmente uno dei bisogni umani più profondi. Se sei qui a leggere questo blog, è molto probabile che tu voglia fare la differenza proprio attraverso i tuoi viaggi. The Last Tourist è un documentario che esplora esattamente come riuscirci. Il film illustra come trasformare il viaggio in una forza positiva, evitando di danneggiare le persone, l'ambiente e gli animali che tanto amiamo.
Per l'edizione di questo mese di Channels for Change, abbiamo scelto proprio The Last Tourist, un documentario che non ha timore di mettere a nudo gli effetti spesso devastanti del turismo, offrendo al contempo soluzioni concrete.
Il consiglio di ottobre: The Last Tourist
“La cosa più importante per essere un viaggiatore responsabile è essere un viaggiatore informato.”
In breve
The Last Tourist si definisce come un'esplorazione della nostra capacità di sfruttare il potere del turismo, non solo per arricchire la vita di chi viaggia, ma anche per sostenere le comunità e gli ecosistemi che visitiamo. Il documentario suggerisce che è possibile ridurre al minimo l'impatto sulla natura mentre scopriamo i luoghi che desideriamo vedere. Al centro del racconto, The Last Tourist mostra chiaramente dove abbiamo sbagliato finora, anche quando le nostre intenzioni erano le migliori.
È difficile rendersi conto di quanto sia facile sostenere iniziative turistiche discutibili, come visitare centri in cui gli animali vengono tenuti prigionieri per l'intrattenimento dei visitatori, sotto la falsa etichetta di “salvataggio e riabilitazione”. Oppure, come il desiderio di aiutare bambini in difficoltà possa alimentare un'industria che separa le famiglie in nome del volonturismo; come dice un viaggiatore nel documentario: “[Quei bambini] erano lì solo perché io volevo essere lì”.
Sebbene a tratti sia difficile da guardare, The Last Tourist ci ricorda che, come viaggiatori, abbiamo un grande potere. Abbiamo la responsabilità di capire che la nostra presenza ha un peso e che le nostre azioni portano a conseguenze concrete per la vita degli altri e per i luoghi che visitiamo.
Dove vederlo: Visita il sito di The Last Tourist per scoprire dove guardare il documentario.
Il fattore sostenibilità
Giudizio complessivo: 4/5
Il turismo è un'industria multimiliardaria, la più grande dalla sua esplosione a metà del XX secolo, e i suoi effetti collaterali negativi sono ormai noti a tutti. Sebbene The Last Tourist non approfondisca il costo in termini di emissioni di carbonio, né si soffermi solo sui rifiuti o sulla distruzione degli ambienti naturali causata dai viaggiatori irresponsabili, va oltre l'ovvio ed esplora come avere buone intenzioni non sia abbastanza.
The Last Tourist ci fa capire come l'immagine di un luogo famoso venga riprodotta in milioni di selfie, alimentando la pressione su altri viaggiatori affinché visitino la stessa destinazione. Al contrario, possiamo esercitare un'influenza più positiva sostenendo progetti locali che operano lontano dai circuiti di massa, specialmente in un mondo post-Covid dove le industrie turistiche di molti paesi sono state messe in ginocchio.
La recensione di Viatu
I temi
Chi ama gli animali sente spesso il bisogno di entrare in contatto con loro, specialmente con quelli selvatici, ma dobbiamo chiederci se le popolari interazioni con gli animali siano davvero nel loro interesse. La realtà è che, nelle situazioni in cui vengono offerti incontri ravvicinati, gli animali sono stati sottoposti a un addestramento per diventare docili. Questo processo può includere tattiche di punizione fisicamente dannose e gli animali vengono spesso tenuti in condizioni terribili, senza contare che è improbabile che vengano mai liberati nel loro habitat. Una regola d'oro è chiedersi: questo animale si comporterebbe così in natura? Se la risposta è no, è meglio non sostenerlo.
Un altro tema centrale è come il volonturismo abbia creato un'industria massiccia legata al turismo negli orfanotrofi. Il film mostra un viavai di volontari che abbracciano bambini piccoli per il selfie perfetto, mettendosi in posa per mostrare quanto ci tengano, prima di correre verso la prossima attrazione. Alcuni ragazzi cresciuti in quegli orfanotrofi spiegano la sofferenza psicologica vissuta. Il film sottolinea il punto con immagini che mettono a confronto le comode sistemazioni dei volontari con le squallide stanze in cui vivevano i bambini.
Produzione
The Last Tourist alterna splendidi paesaggi naturali a immagini scomode di folle di turisti che invadono una destinazione. Il momento più difficile arriva intorno al 45° minuto, quando vediamo filmati di animali in cattività maltrattati e abusati. Tuttavia, il documentario si chiude con una nota di speranza, mostrando come il turismo possa sostenere iniziative di emancipazione comunitaria che, senza il supporto finanziario dei visitatori, non sarebbero state possibili. Il turismo, ci viene spiegato chiaramente, può essere una forza positiva.
Cosa lo rende diverso
The Last Tourist non usa mezzi termini. Il suo messaggio è chiaro e ci scuote, facendoci capire l'effetto che ogni nostra azione ha quando partecipiamo al turismo in un paese straniero. Ci spinge a comprendere quanto sia importante fare ricerche e sostenere attività etiche e sostenibili. Il messaggio è antico, ma il suo impatto è ancora attuale: tutto ciò che fai ha un peso sul mondo che ti circonda, nel bene o nel male.
Trattando temi così delicati, sorprende che The Last Tourist riesca a lasciare lo spettatore con un senso di ottimismo. Eppure, alla fine del film, è proprio quello che proviamo. La consapevolezza che il viaggio abbia il potere di trasformare le vite in meglio è una forza incredibile.
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