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Canali per il cambiamento – Edizione di aprile 2023

Nina van Zyl
di Nina van Zyl
Pubblicato il 1 aprile 2023
4 minuti di lettura

Per l'edizione di questo mese di Canali per il cambiamento, abbiamo resistito alla tentazione di iniziare con un pesce d'aprile. Preferiamo fare sul serio: se c'è una cosa che prendiamo a cuore qui in Viatu, è la salvaguardia del pianeta e il sostegno a chi si impegna in questa missione. Ecco perché il documentario di questo mese ha fatto centro. Vi presentiamo: The Black Mermaid.

La visione di aprile: The Black Mermaid

“Nel momento in cui permetti alle persone di vivere [l'oceano] per la prima volta, lui fa la sua magia: te ne innamori e non lo lascerai mai più andare.”

In breve

The Black Mermaid segue Zandile Ndhlovu, la sirena sudafricana che sembra uscita da una fiaba, mentre condivide il suo amore per l'oceano e spiega cosa l'ha spinta a voler trasmettere la stessa passione alla sua comunità. Nel folklore africano, l'oceano è una forza temibile e pericolosa, con cui è meglio non scherzare. Sebbene molti sudafricani vivano vicino alla costa, pochi tra la popolazione nera sanno nuotare e ancora meno vedono il mare come un luogo di svago. Per molti, il mare è un posto spaventoso e inospitale: mitico, sì, ma inaccessibile.


Disponibile su: Waterbear

Il fattore sostenibilità

Voto complessivo: 4/5

L'obiettivo di Zandile è chiaro: ispirare più persone a godersi l'oceano, a sentirlo proprio e a proteggerlo. Sta cambiando la narrazione, trasformando l'oceano in un amico, una casa, un luogo dove sentirsi liberi. Condividendo il suo mondo sommerso, Zandile sostiene non solo la necessità di proteggerlo, ma anche il diritto di chiunque a goderselo senza pensieri. Istruttrice di apnea e fondatrice della Black Mermaid Foundation, Zandile lavora per creare maggiore diversità nell'ambiente marino. La cosa più entusiasmante? La sua fondazione regala ai giovani sudafricani i primi, indimenticabili incontri con l'oceano, accendendo in loro una passione che, un giorno, li renderà i suoi custodi.

La recensione di Viatu

I temi

The Black Mermaid racchiude molto in meno di 10 minuti. Nonostante la brevità, il documentario tocca temi profondi: disuguaglianza razziale, emancipazione femminile, autodeterminazione e conservazione. Zandile è l'esempio vivente di cosa accade quando una persona viene incoraggiata a cercare, vivere e condividere l'oceano. Racconta i limiti che ancora oggi frenano molti: le mute che non sono pensate per i corpi delle donne nere, i costi elevati delle escursioni e comunità di amanti del mare che, purtroppo, risultano ancora poco inclusive. Eppure, Zandile ha spalancato una porta, invitando chiunque a seguirla.

Produzione

Prodotto dalla Black Mermaid Foundation, The Black Mermaid raggiunge i suoi obiettivi con grande eleganza. Le immagini sono spettacolari: i delfini che inseguono le prede durante la Sardine Run in Sudafrica; una balena che rompe la superficie dell'acqua con un balzo drammatico, per poi ricadere con la forza di un siluro. E nel mezzo, Zandile: le treccine blu che fluttuano come una nuvola, sospesa in un blu infinito, in perfetta armonia con il mare.

Cosa lo rende speciale

The Black Mermaid è così breve che puoi guardarlo durante la pausa pranzo, eppure la sua storia è universale: il bisogno di sentirsi accettati e la passione di condividere quella libertà una volta trovata. Per Zandile, l'oceano è casa. Le immagini ipnotiche ti fanno venire voglia di correre in spiaggia o, quantomeno, di riconoscere quanto sia un privilegio sentirsi a proprio agio tra le onde.

Video thumbnail

Un gesto semplice come nuotare — calciare sott'acqua, muoversi tra le bolle — è un'abilità quasi magica che ci permette di scoprire un altro mondo: quello sommerso. Il primo passo per la conservazione è far nascere l'amore per ciò che vogliamo proteggere. Zandile si sta assicurando che sempre più sudafricani crescano con la passione per il mare, diventando i guardiani di cui abbiamo più bisogno.

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